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lunedì 18 aprile 2016

Disegna il tuo cuore



Signore,
disegna il tuo cuore nel nostro cuore,
perché sappiamo affrontare con amore
ogni prova della vita.

Disegna il tuo cuore nella nostra storia,
perché i nostri gesti
siano coerenti alle nostre parole.

Disegna il tuo cuore nelle nostre azioni,
perché non siano segnate dal tornaconto.

Disegna il tuo cuore nella nostra comunità,
perché sia spazio accogliente per ciascuno.

Disegna il tuo cuore nelle nostre famiglie,
perché siano oasi della tua presenza.

Disegna il tuo cuore in ogni nostra decisione,
perché possiamo essere segno
del tuo amore appassionato.

Rendici pieni di stupore e vuoti di egoismo,
ricchi di comprensione e privi di cattiveria,
solidali con gli esclusi e cercatori della vita eterna.
Amen.

Don Angelo Saporiti


domenica 3 aprile 2016

Servire una comunità



Abbi l'ansia dell'unità;
niente è più importante di questo.

Porta pazienza con tutti
perché anche il Signore
porta pazienza con te.

Prega incessantemente:
chiedi uno spirito di comprensione
maggiore di quello che hai.

Sii instancabile nella preghiera.

Crea il dialogo con il singolo come fa Dio.

Porta su di te i problemi di tutti,
come un atleta:
dove c'è più sofferenza
ci sarà più guadagno.

Se ami tanto chi è buono,
non c'è da dirti grazie:
ma sono i più malati
che devi curare con dolcezza.

Sei di carne e spirito
per trattare con dolcezza i problemi
che percepisci:
i problemi che non percepisci
cerca di capirli pregando.

Non impressionarti di chi
sembrava fedele e poi tradisce:
sta saldo sotto i colpi
come fa l'incudine.

E' proprio di un atleta
resistere sotto i colpi.

E' soprattutto in vista di Dio
che bisogna che sopportiamo tutti,
affinché anche Lui sopporti noi.

Diventa più zelante di quello che sei.
Nulla si faccia senza la tua approvazione.
Ma tu non far nulla senza quella di Dio.

s. Ignazio di Antiochia a Policarpo



sabato 21 febbraio 2015

Una chiesa più divina





Non è di una Chiesa più umana
che abbiamo bisogno,
bensì di una Chiesa più divina;
solo allora essa sarà anche
veramente umana.

(...)

La Chiesa non è una comunità di coloro
che “non hanno bisogno del medico”,
bensì una comunità di peccatori convertiti,
che vivono della grazia del perdono,
trasmettendola a loro volta ad altri.

Se leggiamo con attenzione il Nuovo Testamento,
scopriamo che
 il perdono non ha in sé niente di magico;
esso però non è nemmeno
un far finta di dimenticare,
non è “un fare come se non”,
ma invece un processo
di cambiamento del tutto reale...

Il toglier via la colpa
rimuove davvero qualcosa;
l’avvento del perdono in noi
si mostra nel sopraggiungere della penitenza. 

Il perdono è in tal senso un processo
attivo e passivo:
la potente parola creatrice di Dio su di noi
opera il dolore del cambiamento
e diventa così un attivo trasformarsi.

Perdono e penitenza,
grazia e propria personale conversione
non sono in contraddizione,
 ma sono invece due facce dell’unico
e medesimo evento. 
Questa fusione di attività e passività
esprime la forma essenziale
dell’esistenza umana.

 Infatti tutto il nostro creare
comincia con l’essere creati,
con il nostro partecipare
all’attività creatrice di Dio.

Joseph Ratzinger

(Testo tratto da un intervento  tenuto dal Cardinal Joseph Ratzinger il 1° settembre 1990,
in occasione del IX Meeting per l’amicizia fra i popoli a Rimini
(25 agosto – 1° settembre 1990)