domenica 26 marzo 2017

Francesco



Ti distingue il sorriso
e bagliori di gioia
negli occhi,
in esultanza di santità terrena.

Del più umile
 indossasti la tunica
divenuta per volere di Spirito
candida veste
e dal tuo incedere schietto
traspare
dei sentimenti la purezza.

Con  volto solcato
da perle di vita
sorridi allo sguardo dei miseri
e sempre per loro
hai in serbo una carezza.

Senza sosta
è il tuo peregrinare
per scuotere
folle di altre radici
e ovunque
portare la speranza
a uomini
da sempre
Figli di Dio.

Mariella Russo




sabato 25 marzo 2017

Tempio della Trinità



O Maria, tempio della Trinità;
Maria portatrice del fuoco, terra fruttifera.
Tu, Maria, sei quella pianta novella,
dalla quale abbiamo ricevuto il fiore odorifero
del Verbo unigenito Figliolo di Dio.
O Maria, carro di fuoco, tu portasti il fuoco,
nascosto e velato sotto la cenere della tua umanità.
In te ancora, o Maria, si dimostra
la fortezza e la libertà dell’uomo, perché dopo che
l’Angelo fu mandato a te per annunciarti
il mistero del consiglio divino,
non discese nel ventre tuo il Figliolo di Dio
prima che tu acconsentissi con la tua volontà.
Egli aspettava alla porta della tua volontà
che tu gli aprissi, perché giammai vi sarebbe entrato,
se tu non gli avessi aperto.
Bussava, o Maria, alla tua porta la deità eterna;
ma, se tu non avessi aperto,
Dio non si sarebbe incarnato in te...
A te ricorro, Maria, a te offro la mia supplica
per la dolce sposa di Cristo e per il suo vicario in
terra, affinché gli sia dato lume per reggere con
discernimento e prudenza la Santa Chiesa.


(Santa Caterina da Siena)


***

“Rallegrati, piena di grazia, il Signore è con te”
(Lc 1,28)







venerdì 24 marzo 2017

Il sorriso di Dio



Ogni bambino che nasce
ci reca il sorriso di Dio
e ci invita a riconoscere
che la vita è dono suo,
dono da accogliere con amore
e da custodire con cura,
sempre e in ogni momento.

Benedetto XVI





giovedì 23 marzo 2017

I miei giorni


 


I miei giorni camminano
davanti ai tuoi e danno loro un senso.

Essi ti hanno strappato
alla tua dimora eterna
facendoti
il primogenito dei perduti.

Tu ora non sei
che un nostro fratello,
hai sofferto in te
ogni nostro dolore.

Noi ti sentiamo vicino
nel tuo lamento
e nel tuo pianto
sulla fossa di Lazzaro.

Ora la nostra carne non ti abbandona:
sei un Dio che si consuma
in noi, un Dio
che muore.



D.M. Turoldo