giovedì 27 marzo 2014

Vi darò un cuore nuovo





Padre Buono, stavo pensando alle ferite che tutti, più o meno, hanno nel cuore. Sono ferite dovute a mancanze d’amore che abbiamo subito nel corso degli anni e ci hanno lasciato penose conseguenze, distorcendo il nostro carattere e il nostro comportamento. Anche noi, a nostra volta, abbiamo causato ferite del cuore al nostro prossimo, perché non abbiamo amato ciascuno come si meritava. Credo che ogni persona abbia il “diritto” di essere amata come Tu ci ami e che nessuno sia in grado di amare così, se non è già stato reso perfetto da Te nell’amore.

Padre mio, io credo che solo i santi sanno amare perfettamente, ma ahimè…. quanti pochi sono! Tutti noi, che santi non siamo, abbiamo grandi carenze nel ricevere e donare amore e questo è causa di grandi sofferenze. Prima di tutto non amiamo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutta la mente e con tutte le forze e, conseguentemente, non possiamo amare il prossimo come Dio ci ama.



Padre Buono, vuoi donarci la tua Parola che illumina e guarisce?



Bambina mia, le carenze d’amore sono la costante del vostro travagliato cammino di vita e riguardano proprio tutti. Tu hai centrato il problema: le ferite del cuore sono causate da mancanze d’amore ed Io aggiungo che hanno avuto inizio dalla prima disobbedienza dei vostri progenitori. Infatti la disobbedienza di Adamo ed Eva fu una mancanza d’amore nei riguardi di Dio. Questa carenza è stata tramandata, di generazione in generazione, con terribili conseguenze. Così si è resa necessaria la Redenzione operata da Gesù e la santificazione operata dallo Spirito Santo e ogni anima, chiamata alla santità, deve fare un cammino spirituale per ritornare a vivere pienamente nell’amore.

Ma tu credi che ciascuno ha ricevuto e riceve l’amore di cui aveva ed ha bisogno? Credi che la mia Provvidenza provvede a tutti e sa che il bisogno d’amore è il più importante per ogni uomo?



Padre mio, ho fatto molte considerazioni in merito, che vado ad esporti per avere da Te conferma sul mio sentire. Io credo che ciascuno di noi “pretenda di essere amato” nella misura in cui lui ama. Cerchiamo il contraccambio al nostro amore e facciamo questo fin dall’infanzia. Purtroppo anche nelle nostre famiglie non sempre troviamo la pienezza che desideriamo e l’affetto di cui hanno bisogno i nostri teneri cuori.  Dolorosamente dobbiamo accettare il poco amore che riceviamo e, poco a poco, tendiamo a chiudere i nostri cuori, perché nasce in noi la paura di soffrire. Gli anni passano e soffriamo per altre carenze d’amore, secondo il percorso di vita di ciascuno, e queste sofferenze ci inducono a ripiegarci su noi stessi, perché abbiamo amato e sofferto di non avere avuto il contraccambio desiderato. La nostra paura di soffrire ancora, dovuta all’esperienza, diventa paura di amare e ci allontana sempre più da Te, che sei l’Amore.

Questo atteggiamento di paura di amare ce lo portiamo dentro e, spesso, non ne siamo neppure consapevoli. Padre mio, ho riflettuto tanto anche sulla mia vita e sono approdata a conclusioni che, un tempo, non avrei neppure immaginato. La prima è che abbiamo l’inclinazione a cercare la pagliuzza nell’occhio altrui e non guardiamo la nostra trave. Siamo svelti a dimenticare le nostre mancanze e ci riesce molto difficile perdonare: questo atteggiamento fa sì che le nostre ferite non si possano rimarginare.

Mi sembra più saggio considerare che tutti siamo colpevoli e tutti siamo giustificati, grazie a Te, Dio sommamente Buono. Il peccato, cioè la mancanza d’amore, fa parte della nostra vita di creature imperfette e dobbiamo accettarlo, sempre impegnandoci nel nostro cammino di conversione all’Amore.

Nella mia esperienza personale, io credo che le persone che ho incontrato nella mia vita mi abbiano amato come sono state capaci e, ugualmente io ho amato come sono stata capace. Credo di aver perdonato il mio prossimo e di aver perdonato me stessa con il Perdono che viene da Te e sono serena, tuttavia alcune conseguenze del peccato sono rimaste e vorrei arrivare alla guarigione completa del cuore.



Io credo e so che Tu non fai mai mancare l’Amore alle tue creature, ma come colmare ora le lacune del passato? Così, Padre Buono, ho continuato le mie riflessioni e sono arrivata a pensare che sbagliavo quando cercavo l’amore dalle persone nella misura e nei modi che volevo io. Sbagliavo a pretendere il contraccambio, perché l’amore è dono e non può essere altrimenti. E, mentre mi intestardivo nelle mie idee, chiudevo la porta a Te che mi donavi amore in altre misure e in altri modi, anche per mezzo di altre persone. Quante volte ho rifiutato il tuo Amore, senza rendermene conto!



Devo essere contenta che ognuno mi ami come è capace, perché anch’io amo ciascuno come sono capace. Se guardo a Te, che sei l’Amore, posso credere che Tu accetti il nostro povero amore, anche se imperfetto e magari molto piccolo rispetto ai tuoi Desideri. Tu ci conduci verso la perfezione, incoraggiandoci sempre e donandoci stima e gratitudine per quel poco che riusciamo a dare e a fare.  Noi dobbiamo imparare da Te, rinnovando la nostra mente.



Io credo e so che l’Amore è Eterno e che in qualsiasi momento Tu puoi togliermi il mio cuore di pietra e donarmi un cuore di carne (Ezechiele 36,24-26), per questo, mio Dio, io ti prego, unita alla Vergine dell’Annunciazione, che oggi festeggiamo:

“Eccomi, sono la serva del Signore, si compia in me la tua Parola”.



La conclusione a tutte le mie riflessioni è questa: è necessario che io accolga l’amore da tutti e che, a mia volta, lo doni a tutti, perché sei Tu la Fonte che disseta ogni cuore. Tu ti servi di tutti ed io devo ricordare che il tuo Amore giunge a me per mezzo di tutti, anche se può essere un po’ nascosto e sta a me cercarlo. Il bene è in ogni persona, perché Tu vivi in ognuno. Devo ricordare che siamo tutti peccatori e tutti giustificati e dimenticare la logica umana del contraccambio. Infatti io sono certa nella fede che, se qualcuno ci nega l’amore di cui abbiamo bisogno, Tu ce lo provvedi per mezzo di altre persone. Così, se un amico ci ferisce, Tu puoi mandarne un altro a sanare le nostre ferite, ma il discorso mi sembrerebbe più complicato, se la mancanza d’amore ci proviene dall’unica mamma, dall’unico coniuge o dall’unico figlio. Come puoi sopperire in questi casi?



Ho pensato che se mettiamo Te al primo posto, come è giusto che sia, Tu stesso porti amore e consolazione, forza e pazienza direttamente nei nostri cuori, perché riusciamo a superare i nostri limiti e a vedere nell’altro non solo colui che ha debiti d’amore verso di noi, ma anche, e soprattutto, colui che ha anche crediti verso di noi. Impareremo a vedere l’altro nel bene che ha, perché Tu, o Dio, lo hai creato ed è figlio Tuo. Questo ci porterà ad essere meno duri di cuore, a diventare amabili, e l’altro non potrà rimanere indifferente. Giorno dopo giorno cambieremo noi, il nostro atteggiamento, e cambierà anche l’altro, insieme al suo atteggiamento. Così si rinnoveranno entrambi i cuori e, di conseguenza, anche il rapporto. Si da quel che si riceve: ricevere Amore da Te ci permette di donarlo agli altri, ma se non attingiamo da Te siamo perduti!



Padre mio, io credo che viviamo nell’Amore perché la Redenzione è compiuta e la Santissima Trinità abita nei nostri cuori, ma ci manca la consapevolezza che possiamo ottenere solo percorrendo il cammino spirituale di sequela a Gesù. Io credo che tutta la creazione porti a ciascuno di noi il Tuo Immenso Amore e ci invita alla gioia del Regno che è già presente in mezzo a noi: questa è la mia fede ma è impossibile viverla senza la tua Grazia. Per questo Padre nostro, io ti prego di portare a compimento in noi, figli Tuoi, le Parole che dicesti per mezzo di Ezechiele (36,26): “vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne”.



Padre Buono, ho detto bene?



Sì, piccola mia: hai detto bene. La gloria di Dio è su di te e su tutti gli uomini di buona volontà. Tu stai continuando il tuo cammino di conversione e, in questo, approfondisci le verità di grazia del santo Battesimo che ricevesti da neonata. Hai scritto bene ogni cosa, secondo la tua semplicità di piccola anima, e le tue povere parole possono lievitare nei cuori aperti dei tuoi fratelli, perché lo Spirito Santo è sempre all’Opera, cercando chi beneficare. Lo so che fai fatica a scrivere in prima persona e ti sono grato perché lo fai per amore.



Piccoli figli miei, cercate l’amore, ricevete l’amore, donate l’amore.

Vivete in Dio, perché Lui viva la vostra vita e la gioia sovrabbondi.



Vi amo e vi benedico



                                                                                                          Dio, vostro Padre







  Messaggi Cristiani -  Messaggio del 25.03.2014








GOCCE DI FELICITA’






Sento gocce di felicità uscire dalla pelle.

Una felicità che ho creduto inesauribile.

Di una potenza vibrante,
bruciano del desiderio di essere fermate.

Tanto potenti tanto indifese:
chiedono l’intera mia vita.

Una vita passata a lottare
per preservare la loro purezza.

Senza riserve né ripensamenti.

Contro il volto del male
pronto a scrutarmi da ogni spiraglio.

Il coraggio vacilla.

Un colpo di mano e scomparirebbe tutto:
la via di approdo
alla corrente indistinta della vita.

Senza lotte né scossoni.

Come burattini marcianti.

A seguire solo gli istinti
che danno emozioni forti senza doveri.

Una vita allettante.

Un salto dalle mille vertigini.

Poco mi resta da godere.

Dentro sento già gli scricchiolii del tempo.

Le gocce  scivolano via veloci.

Nella mente, come un lampo,
la promessa fatta a Dio.

Così intensa torna. Da togliere il fiato.

E con le gocce scorre via
 anche la Sua benedizione.

Che possa ambire a farle ancora mie?

Ed il solo pensiero le rende una cascata.

Nuova Fonte Viva di Verità Indistruttibili
che nemmeno la più grande tentazione può scalfire.

Saldo, è un fuoco in me, il desiderio di lottare.

Per un amore profondo
che fino alla fine sarà al mio fianco.

Ciò che ho costruito, ha il diritto di essere scelto.

Ancora una volta. E per sempre.

Alle mie spalle un presente qualunque
che crolla su se stesso.

Davanti a me la mano di Dio
tesa verso la mia.


Rossella F.


 


mercoledì 26 marzo 2014

Lettera fra cielo e terra - IL DIALOGO



 

sculture di Mimmo Paladino - foto di Pino Izzo


Figlia mia, con gioia voglio invitarti a fare delle riflessioni utili per la tua crescita umana e spirituale. E’ accaduto, anche recentemente, che Io ti abbia mostrato quanto sia deleterio l’atteggiamento di chi molto parla e poco ascolta. Ora vengo a parlarti di dialogo, quindi escludo soliloqui e monologhi, che han la loro ragione d’essere, ma non sono al momento oggetto del mio semplice insegnamento.


Partiamo dalla considerazione sulle forme più facili di dialogo, cioè le comunicazioni, i discorsi, gli scambi di idee con le altre persone. Nei vostri dialoghi è tanto importante il parlare quanto l’ascoltare. Il vostro interlocutore è un fratello che si trova presso di voi perché il vostro Dio lo ha voluto o permesso. La persona con cui state dialogando non è venuta a voi con le mani vuote, ma con il dono della sua esperienza di vita, con i sentimenti che avete fatto maturare tra di voi e con la disposizione alla condivisione.

Voglio ricordarvi che è nella condivisione che avviene una reale crescita vicendevole.


Il fratello con cui parlate è tempio di Dio, così come lo siete voi. Il Signore agisce, nella misura in cui glielo permettete, in voi e tra di voi per sostenervi e aiutarvi nel difficile cammino della vita. Sapete discernere quando il vostro Dio vi parla, servendosi della bocca del vostro amico, parente o conoscente? Quanto spesso il vostro Dio vi parla per mezzo delle persone che vi amano e voi non ve ne rendete conto! Quante volte voi non Lo ascoltate, perché non credete che Lui possa servirsi di chi vi sta accanto per portarvi l’aiuto di cui avete bisogno in quel momento. Siete tutti strumenti di Dio e canali della grazia che Lui dona, in sovrabbondanza, per mezzo dell’amore fraterno.


Molto ci sarebbe da dire sull’amore fraterno, ma voglio limitarmi a farvi notare che l’amore è sempre umile e rispettoso e, per questa ragione, porta in sé l’esigenza di ascoltare colui che interloquisce con voi. Ci sono alcuni che, parlando con il prossimo, si preoccupano solo di sfogare i loro affanni, mettono peso sulle spalle altrui, ma non si lasciano aiutare, perché sono troppo incentrati su se stessi e sui propri problemi, cosicché rifiutano l’aiuto del Signore che giunge loro per mezzo del fratello. Basterebbe un umile e attento ascolto per rivedere le proprie opinioni e, dal confronto, potrebbe scaturire la consapevolezza dell’utilità di un cambiamento di atteggiamento verso avvenimenti o persone verso i quali ci si sente in conflitto.


E’ infatti scritto: “Un solo Dio Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, agisce per mezzo di tutti ed è presente in tutti”. (Efesini 4,6)


Il vostro Dio vi soccorre per mezzo di molte Vie: interne od esterne.


Accenno ora anche a un’altra forma di dialogo, che potrebbe sembrare meno semplice, cioè il dialogo interiore dell’anima con Dio. Faccio osservazione a quelli che, nella preghiera, dicono di dialogare con Dio, ma, di fatto, parlano soltanto loro e non si dispongono in ascolto dell’Altro. Essi sono come pazienti che vanno dal medico, elencano minuziosamente tutti i lori disturbi e poi se ne vanno senza ascoltare né la diagnosi né la terapia che servirebbe. Dopodiché continuano a lamentarsi… e affermano che Dio non ascolta le loro preghiere. E’ Dio che non ascolta o, piuttosto, sono loro che non ascoltano?


Cosa mi dici, in merito, figlia mia?





(da  Messaggi Cristiani -  Messaggio del 19.03.2014)