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mercoledì 24 gennaio 2018

Preghiera dell’Apostolo



Gesù buono, si diffonda la tua grazia,
venga la tua gloria in me
e nei miei fratelli.
Fa che io non abbia altra ambizione
che di essere strumento docile,
e fuori di essa fa che non trovi
né pace né consolazione.
Non mi appartengo più.
Non ho più diritto di rifiutare
a quelli che incontro
l’onda preziosa che per loro
tu versi in me.
Io non sono che il vaso,
ma la sorgente, Maestro,
sei solo tu.
Attingi, fratello, attingi,
e benedici il Signore Gesù
che ti porge quest’acqua.
Attingi: e senza mai dimenticare
Colui che ti disseta,
dimentica pure il vaso da cui ti fa bere.
Il vaso non brama che di servire,
consapevole che la sua argilla
è immensamente nobilitata
dal contatto delle mani divine.
E quando sarà logoro e incrinato
o posto tra i cocci, gli basterà conservare,
con la gioia di aver servito,
almeno una goccia del liquore
che ha donato.
Questa goccia d’amore, Gesù mio,
è tutto ciò che imploro.

(Louis de Grandmaison)


***

 

sabato 18 novembre 2017

I cieli parlano di Te, Signore



I cieli parlano di Te, Signore
e del Tuo infinito splendore.
L’immensità degli spazi, o Dio
canta la tua infinita grandezza.

Il giorno al giorno dice:
“È il Signore che ha creato l’universo”
la notte alla notte ne trasmette la notizia:
“Dio esiste, egli è buono”.
Il loro messaggio si diffonde sulla terra
e l’eco raggiunge i confini del mondo.

Negli alberi e nel vento, nell’acqua della sorgente,
nella terra e nel mare, nella roccia e nel fiore,
una storia è custodita e raccontata.

Nella mano tesa, nello sguardo stupito,
nelle lacrime e nelle rughe del volto,
silenzioso parla il cuore degli uomini.

Nella fatica del lavoro, nel riposo della sosta,
nei sogni dei piccoli, nei sacramenti della bellezza,
la vita degli uomini si comunica e si abita
di affetti e speranze, di gioia e gratitudine,
di mistero e meraviglia.

Sono parole che l’orecchio non può udire
Ma che il cuore attento può ascoltare
e lui solo intendere.


Dal Web


***


 

martedì 19 aprile 2016

Quella goccia di eternità



Salvare la propria anima
non è salvare il proprio io,
bensì salvare nell'io
quel frammento assetato,
non di possedere tutto,
ma di essere tutto;
quella goccia di eternità
che risale alla propria sorgente.

Gustave Thibon