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domenica 14 aprile 2019

Gloria a te che vieni, pieno di bontà


Sei giorni prima della solenne
celebrazione della Pasqua,
quando il Signore entrò in Gerusalemme,
gli andarono incontro i fanciulli:
portavano in mano rami di palma,
e acclamavano a gran voce: 

Osanna nell'alto dei cieli:
Gloria a te che vieni,
pieno di bontà e di misericordia.

 

Sollevate, porte, i vostri frontali,
alzatevi, porte antiche,
ed entri il re della gloria.
Chi è questo re della gloria?
Il Signore degli eserciti è il re della gloria.
 
Osanna nell'alto dei cieli:
Gloria a te che vieni,
pieno di bontà e di misericordia.

dalla Liturgia


***



domenica 25 marzo 2018

Ecco a te viene il tuo re


Abbi fiducia, figlia di Sion,
non temere: "Ecco a te viene il tuo re,
umile, cavalca un asino".

Viene colui che è presente in ogni luogo
e riempie ogni cosa.

Viene per compiere in te la salvezza di tutti.
Viene colui il quale
"non è venuto a chiamare i giusti,
ma i peccatori a penitenza",
per richiamarli dalle vie del peccato.

Non temere dunque.

 "Vi è un Dio in mezzo a te;
non sarai scossa".

Accoglilo con le braccia aperte.

Accogli colui che nelle sue palme
ha segnato la linea delle tue mura
e ha gettato le tue fondamenta
con le sue stesse mani.

Accogli colui che in se stesso
accolse tutto ciò che è proprio
della natura umana, eccetto il peccato...

Rallegrati, figlia di Gerusalemme,
sciogli il tuo canto, muovi il passo alla danza...
"Rivestiti di luce, perché viene la tua luce,
la gloria del Signore brilla sopra di te".

Sant'Andrea di Creta


***

 

domenica 9 aprile 2017

In cammino verso la Pasqua



Ti chiediamo, Signore Gesù,
di guidarci in questo cammino
verso Gerusalemme e verso la Pasqua.
Ciascuno di noi intuisce che tu,
andando in questo modo a Gerusalemme,
porti in te un grande mistero,
che svela il senso della nostra vita,
delle nostre fatiche e della nostra morte,
ma insieme il senso della nostra gioia
e il significato del nostro cammino umano.
Donaci di verificare sui tuoi passi
i nostri passi di ogni giorno.
Concedici di capire,
in questa settimana che stiamo iniziando,
come tu ci hai accolto con amore,
fino a morire per noi,
e come l'ulivo vuole ricordarci
che la redenzione e la pace da te donate
hanno un caro prezzo,
quello della tua morte.
Solo allora potremo vivere nel tuo mistero
di morte e di risurrezione,
mistero che ci consente di andare
per le strade del mondo
non più come viandanti
senza luce e senza speranza,
ma come uomini e donne
liberati della libertà dei figli di Dio.


Carlo Maria Martini